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La storia |
La prima formazione del POSTO BLOCCO 19 è datata 1971, si denomina COLLETTIVO MUSICALE COLLECCHIESE e comprende: RAIMONDO FANTUZZI (chitarra e voce), VITTORIO SAVI (batteria), FRANCO CORUZZI (basso), ROBERTO ZAZZI (flauto) e PAOLO SANTONA (tastiere). Oltre a farsi conoscere grazie alle riuscite interpretazioni di cover di Santana e Deep Purple, il gruppo si dedica allo studio delle sonorità del rock progressivo italiano, soprattutto quelle proposte da Premiata Forneria Marconi (PFM), band presa a modello anche in seguito. |
Il biennio 1975 -76 è dedicato in prevalenza allo studio e assimilazione delle conoscenze, per dar luogo a musiche e testi di propria composizione, quindi nel 1978, dopo l’uscita di Roberto Zazzi, inizia la collaborazione con MARIO CARPI, poliedrico strumentista (chitarra, voce, sax), che sfocerà in un importante successo di pubblico e critica in seguito alla partecipazione al festival rock di Pescara, che vede il gruppo classificato al quarto posto. |
Nel 1982, dopo una nuova proposta avanzata dallo stesso Burani per un secondo disco, avviene però un radicale cambiamento all’interno del gruppo con l’abbandono, dallo stesso, del chitarrista e del bassista. L’integrazione con i rimanenti del chitarrista GIACOMO “JAMES” FAVA (ex Moschettieri), del saxofonista GINO CARPI (ex Pupi) e del bassista MAURO “ZACO” ZANICHELLI, porta il gruppo ad una composizione di brani con un sound più rispondente alle esigenze del momento ed una fortunata serie di concerti. Il gruppo si scioglie definitivamente nell’anno 1983. Negli anni a seguire, per quasi un ventennio, Vittorio Savi e Raimondo Fantuzzi continuano l’attività alternando periodi di collaborazione e militanza negli stessi gruppi (“Il Marchio” divenuto poi “ I Revival”), sia separatamente in alcune band parmigiane, rispettivamente Parma City Blues e Tri-Orkestra, tuttora in attività. |
L’abbandono di Mario Carpi e l’avvicendamento del bassista Franco Coruzzi con CARLO REMONDINI, stimola a fornire arrangiamenti e supporto musicale a brani di cantautori parmigiani: RAFFAELE FIUME e MARCO CARONNA. Dopo una fortunata serie di concerti, uno tra i quali a fianco di EDOARDO DE ANGELIS, la band, che ha identificato una propria identità, inizia a proporre un sound misto di tessiture musicali in stile di gruppi famosi quali Kansas, Styx, con l’insieme di un rock progressivo mediterraneo mai dimenticato, su brani recanti la propria firma. |
All’inizio degli anni ’80 il gruppo pensa alla sala d’incisione e registra un album presso lo studio Montello (di proprietà di Ivana Spagna); a metà della realizzazione, il discografico Giorgio Burani, titolare della PUBBLIART BAZAR, dopo aver ascoltato il materiale propone di registrare e produrre un singolo per conto della sua casa discografica. Il disco esce nel 1981 e i due brani: “LASCIA CHE ANCORA” e “E LA MUSICA VA……” sono promossi mediante una serie di apparizioni della band in alcune TV emiliane. |
L’ingresso nel gruppo di GIANCARLO DI BELLA, con esperienze di musica classica, in sostituzione di Paolo Santona, accentua l’approfondimento del genere “progressive rock”; l’assiduo contributo di MASSIMO “MAX mani di velluto” TRAGNI, in qualità di fonico e consulente diretto fuori e sul palco, accelera la fusione dei componenti facendo sì che il POSTO BLOCCO 19 prenda corpo. |
All’inizio del 2005, in virtù anche del rinnovato interesse che il genere sta suscitando, riscoprono la mai sopita voglia (intatta da trent’anni) di suonare progressive rock, e ridanno vita al POSTO BLOCCO 19. Definita la linea da seguire (esecuzione di cover di gruppi italiani quali PFM, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, LE ORME) e scelti alcuni elementi tra i Parma City Blues (il vocalist MARCO FIBROSI e il bassista MASSIMO CASARO) e i Tri-Orkestra (il tastierista LUCA SCHIANCHI), riprendono i concerti nell’agosto dello stesso anno. |
Un breve intervallo per provare l'efficienza del nuovo spettacolo e per il necessario affiatamento, poi di nuovo concerti culminati con il secondo festival Progressive Rock organizzato, come il primo, da Raimondo Fantuzzi e Vittorio Savi, che vede il gruppo a fianco di ACQUA FRAGILE ed ENRICO CAPUANO. Per questa occasione la band ritrova la sua originaria identità che vede gli strumentisti anche come voci soliste, causa l'abbandono del cantante. |
Dal marzo 2006 anche il flautista Roberto Zazzi rientra nei ranghi e la band si esibisce in una lunga serie di concerti tra i quali spiccano quelli tenuti al Teatro del Vicolo di Parma e al primo festival Progressive Rock alla corte di Giarola (spettacolo patrocinato dal Comune di Collecchio - PR su un’idea di Vittorio Savi e Raimondo Fantuzzi). |
Un anno dopo, causa il forzato abbandono di Luca Schianchi e la rinuncia di Marco Fibrosi, il gruppo ritrova a il tastierista originale Giancarlo Di Bella e inserisce, purtroppo solo per pochi mesi, il cantante LORENZO “lo sceriffo” LEONARDI. |
È proprio nell'estate del 2007 che il gruppo sente l'esigenza di punteggiare i brani con significativi contrappunti di percussioni; entra così a far parte dell'organico STEFANO SAVI e a tutt'oggi ………… la storia continua…………. |